Basi scientifiche dell’ “innamoramento”: può la chimica spiegare l’amore?

In questo articolo cercherò di parlarvi al meglio di una tematica che ha affascinato il mio gruppo di amici durante la stagione estiva, ma che in generale ha interessato l’uomo da sempre: l’amore. Sapevate che c’è una relazione fra l’amore e la scienza della chimica?
Statisticamente parlando, con la parola amore i più identificano un sentimento in grado di legare due persone molto intensamente, tanto intensamente che il concetto di amore non può  ridursi a mere cause biologiche.

E’ stato dimostrato che specifiche molecole giocano un ruolo chiave nell’ “innamoramento” di un individuo, e che molti comportamenti associati a questioni amorose potrebbero essere causati da opportune interazioni molecolari.


Proprio in base a queste evidenze oggi il mondo scientifico comincia a ritenere che l’amore possa non essere un qualcosa di astratto ed incommensurabile, ma  il risultato di una serie di risposte biologiche che avvengono nel nostro organismo, quanto più ad un qualcosa che trascende la realtà scientifica. Se provate a spiegare a due innamorati che l’amore potrebbe essere unicamente frutto di reazioni chimiche ed interazioni inter-molecolari, probabilmente vi prenderebbero per pazzi, perché assocciare l’amore a qualcosa di scientifico e razionale sarebbe come sminuire il valore attribuito ad un così peculiare sentimento.

In realtà, ultimamente diverse scoperte scientifiche hanno dimostrato che specifiche molecole giocano un ruolo chiave nell’ “innamoramento” di un individuo, e che molti comportamenti associati a questioni amorose potrebbero essere causati da opportune interazioni molecolari. Proprio in base a queste evidenze oggi il mondo scientifico comincia a ritenere che l’amore possa non essere un qualcosa di astratto ed incommensurabile, ma  il risultato di una serie di risposte biologiche che avvengono nel nostro organismo.

Alcuni studi scientifici condotti su animali  hanno dimostrato che molecole come adrenalina, feniletilammina (PEA) ed ossitocina sono in grado di regolare processi alla basa della seduzione e del consolidamento del rapporto fra due persone. Gli studiosi hanno addirittura diviso l’amore in diverse fasi, ognuna delle quali è caratterizzata da un certo stato d’animo e da una certa molecola dell’organismo.

Fase 1: predisposizione. In questa prima fase gioca un ruolo fondamentale l’ormone adrenalina, prodotto dalle ghiandole surrenaliche. Questo ormone ha la facoltà di aumentare la pressione sanguigna, di dilatare bronchi e pupille predisponendo un individuo ad innamorarsi. La dilatazione della pupilla, infatti, è uno dei segnali di seduzione più noti che si conoscono; ci fù addirittura uno scienziato che, per dimostrate che la pupilla giocasse un ruolo centrale nella seduzione, mostrò ad un numeroso gruppo di persone due foto della stessa persona spacciandole per gemelle; l’unica differenza fra le due foto era che in una delle due la ragazza aveva le pupille dilatate. Quando poi ha chiesto ai partecipanti quale fosse la più attraente fra le due “gemelle”, più del 80% di persone gli ha indicato la foto con le pupille dilatate.

Fase2: passione. Questa fase dell’innamoramento è regolata da una sostanza endogena nota come PEA, che ha un’azione farmacologica molto simile a quella dell’anfetamina, e che quindi è in grado di migliorare condizioni psico-fisiche e indurre eccitazione. Si è anche scoperto che questa molecola induce assuefazione: un individuo che passa continuamente da una relazione all’altra può essere definito un “drogato d’attrazione”, e non appena l’infatuazione per una persona si attenua, cambiando partner si innalzano nuovamente i livelli di PEA nell’organismo beneficiando così nuovamente dei suoi effetti.

Non dovrebbe stupire quindi che abbondanti tracce di PEA, molecola endogena che conferisce eccitazione (simile all’anfetamina), siano state isolate sulle rose e nel cacao;  la rosa è sempre stata nota come il fiore dell’amore magari non unicamente per il suo aspetto, ma a causa del suo contenuto in PEA, molecola che mima e regola i processi di seduzione ed innamoramento. D’altronde capita spesso che, dopo una rottura, si esageri con il cioccolato o col cacao in genere: sarà forse un caso o anche il cacao è implicato per il suo contenuto elevato in PEA? Forse proprio per questo una persona appena lasciata dal compagno/a trova piacere e consolazione mangiando un po’ di cioccolato o di gelato al cacao. Questi piccoli esempi mostrano come la scienza possa spiegare molti aspetti della nostra vita, se non tutti. Per esempio, si teorizza che la vera passione all’interno di una coppia duri solamente 2 anni, poiché dopo questo periodo calano i livelli di PEA e ne svaniscono dunque gli effetti.

Fase 3: consolidamento. Quando si attenua l’attrazione iniziale (se la coppia rimane unita) entra in gioco un nuovo ormone, in grado di stimolare l’affetto reciproco: l’ossitocina. È stato dimostrato sui topi come questo ormone sia alla base della formazione del nido e dell’amore per i figli; in assenza di questo ormone i genitori finivano col divorare i figli.

Fase 4: maturità. In questa ultima fase dell’amore intervengono molecole chiamate endorfine. Esse sono proteine che hanno un effetto analgesico e rilassante; la cosa peculiare è che la produzione di endorfine in un individuo dipende dalla costante presenza del partner al suo fianco. Forse proprio per questo la stragrande maggioranza di storie amorose a distanza è destinata a fallire!

Molti scettici fra voi non potranno mai credere che l’amore possa essere spiegato e risolto tramite esperimenti e formule in laboratorio; la scienza però ha un enorme vantaggio: qualunque cosa essa affermi non può essere confutata se non dalla scienza stessa. Nel momento in cui si dovesse arrivare a spiegare completamente processi come l’amore, ognuno di noi dovrebbe accettare senza obiezioni la cruda verità.
E poi, chi ha detto che un amore interamente spiegato dalla chimica non sia strepitoso?

Scritto da il 27/09/2011

2 Commenti

  1. denise ha detto:

    Io in effetti me lo chiedevo. Mi innamoro facilmente ed ero molto curiosa di conoscerne la spiegazione scientifica. l’unica cosa speravo di avere informazioni ancora più approfondite. Comunque bello! non vedo come non si possa crederlo.

  2. Cam ha detto:

    Leggo soltanto adesso questo articolo.
    Comunque, penso sia una spiegazione razionale, appoggio la scienza.
    Ma.. come ci spieghiamo le coppie di vecchietti, sposati da 50 anni o più, se la passione durerebbe soltanto i primi due anni?

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